Taglio delle emissioni, siamo agli ultimi posti

L’obiettivo europeo sul taglio delle emissioni necessario a rispettare l’accordo di Parigi, e cioè a contenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale, non è perseguito con impegno e in modo efficace da tutti gli Stati membri.

Al contrario, ad essere in linea con il target sono solo Svezia, Francia e Germania, mentre l’Italia è agli ultimi posti. A dirlo è uno studio delle organizzazioni ambientaliste Carbon Market Watch e Transport & Environment.

L’indagine ha preso in esame l’Effort Sharing Regulation, cioè la suddivisione tra i Paesi del target Ue di riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2030, suddivisione in base a cui l’Italia, ad esempio, deve tagliare la CO2 del 33%. L’obiettivo si riferisce al 60% delle emissioni europee complessive ed include settori quali i trasporti, il riscaldamento degli edifici, l’agricoltura, i rifiuti e la piccola industria, ma non centrali elettriche, acciaierie e altre grandi industrie.

Stando all’analisi la Polonia è il Paese meno virtuoso, preceduto al penultimo posto da sette Stati appaiati – Italia, Spagna, Croazia, Repubblica Ceca, Romania, Lettonia e Lituania – che non brillano nella lotta al cambiamento climatico.: “Il paese non pianifica – si legge nello studio – di andare oltre l’obiettivo del 33% di riduzione delle emissioni al 2030, né ha fissato un target adeguato a lungo termine”.

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