La sfida dell’energia rinnovabile in Africa

L’Africa, un continente ricco di risorse ma povero di energia. È qui che si giocheranno importanti sfide globali per l’ambiente e l’economia. Non a caso è stata la Strathmore University di Nairobi il set scelto, il 26 e il 27 ottobre scorso, per il primo evento regionale “A step change in the deployment of Renewable Energy in Eastern Africa”,organizzato da RES4Africa, la principale piattaforma di dialogo sull’energia, in cui gli stakeholder internazionali del settore sono impegnati nella promozione di soluzioni tecnologiche pulite per l’area Sub-sahariana. Un’occasione per approfondire la comprensione delle esigenze energetiche locali, ma soprattutto per connettere gli interessi locali e internazionali.

L’energia è una fattore chiave per lo sviluppo, non stupisce quindi che l’Africa fatichi a ingranare la marcia verso la crescita piena considerando che, nell’area Sub-sahariana, 620 milioni di persone – un terzo della popolazione – vive senza elettricità.

 Il problema non sono le risorse, di cui il continente è pieno, ma fornire gli strumenti per poterle utilizzare al meglio. Lo spiega bene Francesco Venturini, CEO di Enel Green Power e Presidente di RES4Africa, parlando del progetto: “Non vogliamo venire in Africa semplicemente per costruire una centrale elettrica. Il nostro scopo è invece offrire un approccio integrato, che includa anche la realizzazione di quella centrale, ma sia concentrato soprattutto nella collaborazione con le realtà locali, formando e istruendo i giovani che saranno poi nel prossimo futuro i tecnici incaricati di costruire effettivamente quella stessa centrale e realizzarne i lavori di manutenzione.”

Ma in un presente in cui le scelte energetiche condizionano fortemente, oltre alla sfera economica anche questioni ambientali fondamentali, l’unica scelta possibile per uno sviluppo solido sono le energie rinnovabili. Queste risorse sono infatti ampiamente disponibili nell’area – l’eolico soprattutto al nord e al sud, l’idroelettrico nell’africa subsahariana e il solare potenzialmente ovunque – e presentano il rapporto costi/benefici migliore, contribuendo anche allo sviluppo delle economie locali attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro nell’industria manifatturiera.

Riuscire ad armare questo potenziale energetico è proprio l’obiettivo del progetto presentato da RES4Africa alla conferenza, processo a cui contribuiscono altri fattori chiave, come lo sviluppo di adeguati modelli economici e il quadro politico. Il successo di questa impresa potrà essere raggiunto attraverso uno stretto dialogo fra il settore privato e i suoi finanziamenti, e i mercati regionali con le loro necessità.

La conferenza però non ha solo promosso idee ambiziose, ma è stata l’occasione per annunciare progetti concreti da sviluppare in cooperazione nel prossimo anno, come l’analisi della possibilità della rete elettrica nazionale kenyota di integrare una quantità crescente di rinnovabili, la definizione dei fattori che condizionano un’applicazione su vasta scala di minireti a rinnovabili per dare energia elettrica alla maggioranza della popolazione, lo studio della sostituzione delle biomasse per usi poveri (50.000 alberi al giorno vengono tagliati per produrre carbone vegetale per cucinare).

Le energie rinnovabili rappresentano un’opportunità per un paese con una grande ricchezza potenziale, e una sfida a un modello di sviluppo caratterizzato da un’eredità ambientale pesante. Una sfida necessaria, in cui l’Africa potrebbe passare da fanalino di coda a motore trainante.

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