Energia, una bolletta sempre più bassa con la rivoluzione Ue

Nei prossimi anni la bolletta elettrica pagata dagli italiani non potrà che scendere grazie alla rivoluzione energetica che l’Ue sta mettendo a punto e che non mancherà di far sentire i suoi effetti.

Nè è convinto Simone Mori, presidente di Assoelettrica e responsabile dell’ufficio di rappresentanza dell’Enel a Bruxelles.

“Anche grazie al pacchetto energia varato dalla Commissione e ora al vaglio di Parlamento e Consiglio Ue – spiega – è in atto una sterzata epocale per il settore che negli ultimi anni è cambiato più in profondità di quanto non abbia fatto nei 120 anni precedenti. E ancora di più cambierà nei prossimi anni”.

Per Mori, a spingere verso il basso le tariffe elettriche italiane – oggi superiori alla media Ue sia per le utenze domestiche che per quelle industriali – saranno essenzialmente due fattori su cui punta anche il pacchetto Ue: lo sviluppo dell’integrazione dei sistemi energetici nazionali esistenti e la decarbonizzazione.

Parallelamente ci sarà uno sviluppo degli investimenti in energie rinnovabili, sempre più competitive, e la dismissione di impianti produttivi vecchi e inquinanti. Insomma, per il presidente dell’Assoelettrica, tutti questi fattori porteranno a una progressiva quanto inesorabile convergenza dei prezzi dell’energia elettrica e quindi, in termini relativi, ad una sostanziale riduzione delle differenze di prezzo tra l’Italia e gli altri Paesi europei.

Sul futuro Mori è abbastanza ottimista. Il progresso tecnologico spingerà lo sviluppo di innovazioni importanti come l’auto elettrica e le performance energetiche di uffici e abitazioni. Inoltre, mentre sta diminuendo il consumo di energia per unità di prodotto, sta aumentando la quota dei consumi coperta dall’energia elettrica.

“Quindi – conclude – si usa più energia elettrica per consumare meno energia“. Ma quanto bisognerà attendere per vedere i frutti di questa rivoluzione energetica? Il pacchetto varato da Bruxelles mira a costruire il sistema energetico europeo entro il 2030. Ma gli effetti potrebbero essere molto più rapidi.

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