Guerra alla fossili, ecco le nuove direttive del Senato

Giro di vite sugli incentivi alle fossili, una tassa sulla CO2 nei prodotti che affianchi l’ETS e target europeo 2030 sul risparmio energetico da innalzare al 40%.

Il tutto accompagnato da incentivi alla rinnovabili fino al 2025 pari a quelle fornite finora per gli interventi di efficienza energetica.

Queste le direttive principale poste dal Senato nella risoluzione appena approvata: una linea più dura rispetto a quella del Governo e che più si avvicina alla Governance energetica dell’Unione europea.

Per quanto riguarda l’aumento delle tasse sulla CO2, primo punto toccato dalla risoluzione, l’Italia dovrà correggere con urgenza alcune distorsioni presenti nel mercato nazionale inserendo nella nuova Strategia energetica nazionale un cambio di passo sulle incentivazioni alle fonti fossili rivedendo anche il valore dato alle emissioni inquinanti in atmosfera.

Nel documento s legge la necessità di ridimensionare fino ad azzerare la favorevole fiscalità e le incentivazioni alle fonti fossili tuttora in uso, soprattutto nelle industrie energivore e nei trasporti.”

Bocciato poi il sistema Ets, che non si è dimostrato capace di saper orientare in senso virtuoso ed ecocompatibile i grandi emettitori europei di CO2 verso l’efficienza energetica e un maggiore impiego di energie rinnovabili.

La proposta è dunque un sistema di tassazione diretta del carbonio presente nei prodotti, in modo da rendere chiara l’applicazione di una fiscalità ecologica.

Capitolo Energia rinnovabili: Le fonti rinnovabili, seppure competitive, necessitano tuttavia di un incentivo ancora maggiore da qui al 2025 in modo tale da risultare più appetibili rispetto a quelle fossili.

Viene inoltre specificato che le fonti rinnovabili in Italia sono sufficientemente mature per poter partecipare alle aste energetiche e accedere al mercato degli sbilanciamenti.

Interessante novità inoltre per l’autoconsumo: l’obettivo è che possano godere anche dei benefici fiscali derivanti dall’efficienza“.

In materia di efficienza energetica – informa la risoluzione – il target europeo 2030 del 30 per cento di recupero della efficienza energetica andrebbe nuovamente innalzato al 40 per cento.”

Altra proposta sensata è quella prevedere piani di lungo periodo, almeno triennali, per l’incentivazione a maggiori livelli di efficienza negli edifici, accompagnata da una maggiore riduzione possibile degli oneri amministrativi.

Sul fronte della mobilità infine si sottolinea che con il trasporto elettrico è possibile arrivare a un abbattimento delle emissioni fino al 98%” e che molto può fare anche il gas liquido e il gas da biometano per autotrazione ed il maggior sviluppo su ferro per merci e persone.

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