Rifiuti e foreste, la rivoluzione della gestione toscana

Gestione dei rifiuti e patrimonio foresta: La Toscana si riforma. Per ottimizzare le risorse, per gestire le emergenze, per preparasi al futuro o semplicemente per adeguarsi alle novità normative. Il lavoro della giunta regionale nell’ultima legislatura si è concentrato sullo studio e l’elaborazione di complesse riforme che hanno come obiettivo finale la modernizzazione del sistema Toscana.

La Rifoma Ato rifiuti
L’Ato Unico Rifiuti è una prospettiva sulla quale esiste già un lungo lavoro di condivisione a livello locale. Lo stesso Consiglio Regionale ha recentemente approvato a larga maggioranza una risoluzione presentata dal Pd in materia di gestione dei rifiuti nell’ambito della transizione della Toscana verso l’economia circolare, che indica un rafforzamento delle politiche regionali in vista dell’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati (PRB).

“L’Ato Unico servirà a rendere funzionale un sistema – ha spiegato l’assessore Federica Fratoni – Con Anci c’è un ragionamento aperto E’ un percorso partecipativo che stiamo affrontando insieme ai Comuni perché il documento preliminare licenziato dal Consiglio risale al dicembre scorso e da allora molte sono state le occasioni di incontro. Credo che questa tematica però sia diventata terreno di propaganda politica – ha osservato – , e non dovrebbe essere così, perché la costituzione dell’Ato unico rifiuti è una riforma necessaria per efficientare il sistema. Vorrei chiedere al presidente e sindaco Biffoni e a tutti i sindaci se oggi si ritengono soddisfatti del funzionamento degli attuali tre ambiti. Come assessore devo sottolinearne le molte criticità”.

A supporto, Fratoni ha portato gli esempi: quello della vicenda di Sei Toscana, dove le verifiche sono state portate avanti non dall’Ato, come avrebbe dovuto essere, ma dall’osservatorio, strumento previsto dalla legge regionale. E l’altro, il caso di Ato Costa impegnato da anni senza risultati nella ricerca di un socio privato, ancora senza gestore e per questo la Regione con ogni probabilità dovrà procedere con le comunicazioni di legge ai prefetti competenti perché la gara non è bandita.

“L’Ato unico ha anche un’altra funzionalità – ha concluso – tenere distinte le funzioni della Regione che pianifica e oggi autorizza gli impianti, da quelle di gestione del servizio e di governo dei flussi. Comprende infatti la costituzione di sub-ambiti, per ottimizzare l’organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti. Tutto questo garantisce trasparenza, ogni attore di questo processo deve essere operativo, efficace e efficiente”. A questo proposito assessore ha ricordato anche il lavoro positivo svolto da AIT grazie al quale “se la Toscana ha retto all’emergenza idrica – ha ricordato – è perché nel 2012 ha messo in campo 40 milioni di investimenti grazie all’opera di AIT e oggi ci proponiamo con quella stessa modalità per un piano di contrasto alla siccità”.

La Riforma forestale
“L’attacco alla Regione sulla futura riforma della forestazione è del tutto strumentale e fuori luogo – ha detto infine l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – soprattutto alla luce del stretta collaborazione in corso tra Regione e Anci avviato già dall’inizio della legislatura e rafforzato con i recenti ‘Stati generali della montagna’. I lavori sono in corso, le proposte stanno nascendo adesso. L’unica cosa certa è che la Toscana è la Regione più boscata d’Italia e per la gestione di questo patrimonio forestale è necessario definire una politica forestale basata su una gestione attiva e sostenibile che si attua attraverso il presidio del territorio. In particolare è possibile realizzarla tramite i piani forestali di indirizzo territoriale, previsti anche dalla nuova proposta di legge nazionale sul settore forestale, veri e propri strumenti di pianificazione volti anche alla prevenzione degli eventi calamitosi quali incendi boschivi, alluvioni, rischio idrogeologico ecc.”

“Agli enti locali – continua Remaschi – ogni anno diamo 24 milioni di euro, che dovrebbero essere spesi unicamente per la forestazione mentre questo spesso non accade, anzi, ad inizio legislatura siamo anche stati accusati di ‘affamare’ le famiglie degli operai forestali mentre da parte nostra le risorse per questo settore ci sono sempre state”.

Il patrimonio agricolo forestale regionale è costituito da 110.000 ettari di foreste ed aree boscate, e rappresenta solo il 10% della superficie forestale regionale, pari a circa 1.100.000 ettari. Di conseguenza la forestazione deve garantire tutte le attività di gestione del territorio, di prevenzione e lotta agli incendi boschivi oltre alle circa 7000 istanze l’anno che riguardano il vincolo idrogeologico. E’ necessario che la Regione Toscana assuma un ruolo, oltre che di programmazione, anche di coordinamento della forestazione e possa agire tramite le comunità locali mantenendo comunque un ruolo importante nella pianificazione forestale del territorio, tramite l’ottimizzazione delle spese e allo stesso tempo garantendo il necessario turn over del personale. Da tempo è stato costituito un tavolo di lavoro regionale al quale partecipano attivamente anche Anci e le organizzazioni sindacali, il cui mandato è quello di analizzare la situazione e formulare proposte per una migliore gestione della forestazione. Al momento attuale non sono ancora state elaborate ipotesi concrete di riforma, ma i dati a disposizione dimostrano che è necessaria una rivisitazione del sistema, con un maggior coordinamento delle politiche attive forestali.

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